Didattica

Questo è il blog dell’attività didattica del collettivo
di sperimentazione audiovisiva Otolab

Dopo alcuni anni dedicati esclusivamente alla pratica artistica, nel 2005 Otolab ha iniziato a sviluppare la didattica per la Performance audiovisiva in un percorso che nel tempo si è fatto sempre più serrato ed articolato.
Ai corsi semestrali presso la NABA di Milano e RUFA di Roma sono  stati strutturati workshop tematici presso la sede di otolab, e corsi su invito da parte di festival di arte elettronica, scuole e accademie d’arte.

I workshop commissionati da soggetti come ISIA di Urbino, Accademia di Belle Arti di Brera, Politecnico di Milano, MUV Festival di Firenze, RUFA di Roma, SUPSI di Lugano, sono solitamente progettati come approfondimenti di gruppo di alcuni dei progetti in fase di elaborazione all’interno del collettivo, i quali vengono “aperti” e messi in gioco attraverso l’attività laboratoriale.
Allo stesso tempo, alcuni docenti del collettivo proseguono l’attività didattica in varie istituzioni tra le quali: Università degli Studi di Milano Bicocca, Istituto Europeo di Design, Politecnico di Milano, Conservatorio di Milano, Scuola Bauer di Milano.

La didattica di Otolab, così come la sua pratica artistica, è centrata sullo stretto rapporto tra metodologia, tecnologia e attitudine alla performance.
L’obiettivo chiave dei corsi è quello di sviluppare negli studenti una forte consapevolezza delle scelte progettuali, siano essere orientate al concept, allo sviluppo della narrazione, all’uso dei software, all’allestimento o all’esecuzione. L’impostazione teorica tende ad essere molto rigorosa, dando molta importanza allo sviluppo della sinestesia audiovisiva.

Lo studio dei software, fondamentale per chi si avvicina a queste pratiche, non viene declinato con un’approccio generalista a piattaforme estremamente complesse, ma con un’approfondimento verticale sulla filosofia progettuale necessaria ad ottenere il meglio in un progetto di performance audiovisiva.
I corsi si articolano prevalentemente attorno a programmi come Ableton Live per l’audio, Isadora Troikatronix e TouchDesigner per il video, ma affrontano anche tecnologie analogiche che arrivano fino all’auto costruzione degli strumenti elettronici.
Il prodotto finale è una prima versione di una performance audiovisiva il più completa possibile, con la quale gli studenti si devono confrontare da ogni punto di vista progettuale possibile.

Coerentemente con le teorie e le pratiche di Otolab, viene fortemente incoraggiato il lavoro di gruppo: spesso infatti solo il confronto con persone dai background artistici e biografici diversi è in grado di sviluppare la complessità richiesta da questa pratica artistica, nella quale l’interdisciplinarietà è uno degli elementi chiave.

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